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NELLE VICINANZE DI ACQUI Terme: Fortificazioni, castelli e ville

 

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Fortificazione Cittadella di Alessandria

Costituisce uno dei più grandiosi monumenti europei nell’ambito della fortificazione permanente del XVIII secolo e si compone di sei fronti bastionati forniti di cavalieri, collegati da spesse cortine rettilinee e percorsi da gallerie e casematte. Tra le meglio conservate d'Italia, sorge sulla sponda sinistra del fiume Tanaro, nel comune di Alessandria.

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Castello di Tagliolo Monferrato

Il Castello, feudo imperiale dal 967, circondato dal suo borgo medievale, domina un'ampia zona di vigneti dell’Alto Monferrato, da sempre riconosciuti fra i migliori per la produzione del Dolcetto d'Ovada.

I Marchesi Pinelli Gentile, proprietari del Castello di Tagliolo dal 1498, continuano con passione la tradizione plurisecolare di coltivazione della vite e la produzione di vini pregiati.
Nel Castello si organizzano matrimoni, pranzi di gala, giornate enogastronomiche, il tutto allietato dai vini prodotti nelle antiche cantine, tra i quali il Castagnola, il Rosso Nobile e il Dolcetto Chinato.

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Castello di Rocca Grimalda

Costruito su una rocca a picco sull'Orba, è custodito, alle spalle, dal borgo che pare sospeso nel tempo. All'inizio del '300 la torre circolare si ergeva isolata per controllare dall'alto il passaggio nella valle. Ampliato alla fine dello stesso secolo dai marchesi Malaspina, appartenne successivamente ai Trotti e ai Grimaldi.

Trasformato, in epoca rinascimentale, in residenza ha raggiunto l'aspetto attuale verso la fine del '700.
Preziosa è la cappella, decorata con architetture a trompe l'œil, mentre le cantine affascinano per i loro volumi e l'armonia delle volte.
Nel parco storico l'ars topiaria si affianca alle aiuole di piante aromatiche e al pergolato di frutta del "giardino segreto".

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Castello di Cremolino

Cremolino fu il feudo principale del ramo monferrino della potente famiglia dei Malaspina, signori della LunigianaA 450 m.s.m., il castello Malaspina è il più alto dell’Alto Monferrato e da qui si vedono ben 14 castelli, dei 28 della zona, che è una delle aree con la più alta densità di castelli per kmq in Europa. 

Il castello venne costruito alla fine del ‘200, intorno ad una torre che datava dall’anno 1000, da Tommaso Malaspina che aveva ereditato il feudo dalla madre Agnese, ultima erede degli aleramici marchesi del Bosco.
Estintisi i Malaspina di Cremolino alla fine del ‘400, il castello fu infeudato ai genovesi Sauli e Centurione e, dalla metà del ‘500 ai Doria dai quali, per matrimonio, alla fine del ‘700 passò ai marchesi Serra di Genova.
Il castello, anche grazie alla sua triplice cerchia di mura, non è mai stato espugnato e pertanto ha mantenuto intatto, con il suo ponte levatoio, il trecentesco torrino ed il possente dongione quattrocentesco, il suo carattere di fortezza medievale e dai suoi spalti si gode di uno dei più bei panorami dell’Alto Monferrato e della catena delle Alpi.
I proprietari risiedono stabilmente nel castello.

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Castello di Prasco

Castello del XII secolo con tre torrioni semicircolari e corpo centrale articolato attorno a tre giardini costruiti su ampi terrapieni entro le mura.
La struttura architettonica e gli interni danno conto degli spazi un tempo riservati ad abitazione del feudatario e di quelli destinati alla funzione pubblica di difesa, di governo e di esercizio della giurisdizione.

Fu feudo dei Malaspina, degli Spinola, dei Piuma; da oltre due secoli appartiene ai conti Gallesio-Piuma.
Da un decennio ospita l’Istituto di studi gallesiani volto a incentivare i settori di ricerca coltivati da Giorgio Gallesio, insigne naturalista, autore della Pomona Italiana, personaggio politico e diplomatico illustre dell’Ottocento.
Nel parco che circonda il castello si trova uno splendido esempio di neviera seicentesca perfettamente conservata.

 

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Castello di Orsara Bormida

Il castello è composto da due corpi articolati su tre torri di epoche e forme diverse: quadrata (XI secolo), ottagonale (XII secolo) e circolare (XVIII secolo).

In origine, intorno all'anno Mille, era una torre di avvistamento.

Fu ampliato e trasformato in castello tra il XII ed il XIV secolo, quando alla torre quadrata venne aggiunto il mastio; nel XVIII secolo divenne residenza signorile e fu costruito il secondo corpo terminante nella torretta cilindrica.
AI castello è anche possibile degustare le diverse qualità dei suoi vini D.o.c.; si organizzano eventi, cerimonie e matrimoni. Infine le cascine, situate all'interno del Parco, ospitano a settimane turisti e visitatori.

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Castello di Morsasco

Il Castello di Morsasco si erge maestoso sulle case dell’antico ricetto a cui si accede passando attraverso un’alta porta, ricavata alla base della torre che presenta ancora le tracce del ponte levatoio. Superata la soglia, si sale seguendo il vicolo in pietra fino alla parrocchiale. Il parco d’ingresso si apre a ventaglio sul panorama delle colline del Monferrato.

Il castello, citato dal XIII secolo, appartenne ai Malaspina, ai Lodron, ai Gonzaga, ai Centurione e ai Pallavicino.
Di notevole importanza strategica, nel corso dei secoli ha perso le caratteristiche militari, e si presenta, oggi, come una dimora signorile dai grandi saloni e dalle piacevoli sale. Di grande bellezza la sala del gioco della Pallacorda.

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Castello di Piovera

A 5 Km dall’uscita autostradale di Alessandria est (TO-PC) sorge il borgo di Piovera. Circondato da un fossato e da un vasto parco, il castello si affaccia sulla piazza del paese e si mostra ora dopo successivi rifacimenti che però non hanno intaccato la struttura originaria a ferro di cavallo con quattro torri ovali poste sugli spigoli esterni.

Costruito interamente in mattoni nel XIV secolo sotto i Visconti di Milano, su antecedenti accampamenti e sulle rovine di un convento, fu fortezza e poi residenza marchionale. Passò sotto il dominio degli Spagnoli, dai Visconti fino ai Savoia che insignirono del feudo di Piovera Francesco Maria Balbi, ultimo feudatario. Dalla fine degli anni sessanta ne è proprietario Niccolò Calvi di Bergolo.
Oggi l’insieme dei fabbricati scenografici ed articolati e del giardino ha un aspetto decisamente romantico.

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Castello di Trisobbio

Le prime notizie del castello di Trisobbio risalgono al XII secolo, ma la struttura odierna è il risultato della ricostruzione avvenuta tra la fine dell'800 e i primi dell'900. Tale intervento ha cercato di riportare il castello alla situazione architettonica del XV secolo. Il complesso è costituito da un massiccio parallelepipedo dominato dalla torre merlata d'angolo e sovrastato da apparato a sporgere.

Il castello esisteva già nel XIII secolo nella forma attuale, ulteriori modifiche sono da datare intorno al XIV secolo. Il massiccio corpo di fabbrica termina con merlature ghibelline in pietra, appoggia con uno spigolo ad un'altra torre, anch'essa in pietra quadrata con le medesime merlature.

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Forte di Gavi

La cittadina di Gavi, nota per il suo vino bianco, ha origini molto antiche, esisteva già nel neolitico, in epoca romana Gavium era un villaggio importante poiché posto sulla "bretella" stradale tra la via Postumia e l'Emilia. Già in quest'epoca si parla di un castello posto sulla sommità della roccia dominante la località e che consente il controllo dell'antica strada che univa Genova al Monferrato e alla Lombardia.

Caduto l'impero Gavi passò sotto diversi domini e poi divenire possedimento genovese. Notizie storiche certe sul castello si hanno a partire dal XII secolo, passato prima nelle mani del Barbarossa, poi del figlio Enrico che lo diede ai genovesi, il forte fu teatro degli scontri tra Tortona, Genova e Alessandria.

Il carattere vero e proprio di fortezza fu raggiunto grazie all'intervento dell'ingegnere militare Vincenzo Maculano detto il Fiurenzuolo, che nel 1625, fu incaricato dalla Repubblica di Genova di studiare il progetto atto ad accrescere la sicurezza e la potenza bellica dell'antico castello.

L'attuale configurazione è quella di poligono stellare, caratterizzato da sei bastioni che si protendono ad angoli acuti uniti tra loro da cortine. All'interno del poligono si possono individuare due zone: il maschio o alto forte che racchiude il nucleo originale e la Cittadella o basso forte, costituita dai fabbricati posteriori.

Il Maschio ha una struttura imponente e i suoi paramenti murari sono formati prevalentemente da conci squadrati.

La Cittadella è costituita da due lunghi fabbricati, da una cappella e un basso fabbricato dal quale si accede ad un cortile interno, qui due grosse cisterne raccolgono l'acqua piovana dai tetti. Nel basso forte si notano altri fabbricati una volta adibiti a magazzini, depositi, polveriera.

Il forte di Gavi nella seconda metà dell'800 e fino al 1907 fu un reclusorio rurale, mentre durante la Prima Guerra Mondiale vi furono sistemati i prigionieri di guerra austriaci, durante il secondo conflitto bellico infine, funzionò quale campo di prigionia di soldati inglesi e in seguito i tedeschi lo adibirono a campo di prigionia per gli ufficiali italiani.

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Acqui Terme, Villa Ottolenghi

Il complesso di Monterosso, è l’unico esempio, in Italia, di stretta collaborazione tra architetti, pittori, scultori e mecenati per dare vita a una dimora padronale caratterizzata dalla presenza di importanti opere d’arte. Nel 1920, i Conti Ottolenghi, Arturo e Herta von Wedekind zu Horst affidarono la progettazione della villa, prima a Federico d’Amato e poi al celebre architetto Marcello Piacentini.

Il mecenatismo degli Ottolenghi portò a Monterosso un buon numero di artisti: Ferruccio Ferrazzi, Fortunato Depero, Adolfo Wildt, Libero Andreotti, Fiore Martelli, Arturo Martini, Rosario Murabito e Venanzo Crocetti.
Fu proprio a Villa Ottolenghi che Arturo Martini produsse e portò alcune delle sue opere più importanti tra cui “Il Tobiolo, Adamo ed Eva, i Leoni di Monterosso”.
Alla morte dei Conti, è il figlio Astolfo che si impegna al completamento della villa con il parco ad opera di Pietro Porcinai.
Non lontano dalla villa, nel parco, è il Mausoleo con il monumentale portale di bronzo, nichel e rame inciso, dei maestri Ernesto e Mario Ferrari, che fa da preludio alla bellezza degli affreschi di Ferruccio Ferrazzi, e dei mosaici della scuola musiva di Ravenna.
Il giardino formale, il pozzo, gli Studi, il Cisternone e la passeggiata lungo il perimetro del complesso, i Graffiti, il Pergolato di glicine, la Piscina, la Cantina… sono tappe di un percorso di scoperta: qua e là spuntano capolavori in ferro battuto, poltrone girevoli in marmo e, su tutto, l’imponenza delle Sculture di Herta.